Effetto farfalla

Effetto farfalla

Come promesso, da oggi sarà possibile visualizzare le opere in concorso nelle pagine del blog: vi basterà cliccare in alto sulle pagine “Le fotografie” e “Le poesie”, e poi sui titolo per visualizzarle nel loro lay-out esatto.

Siete tutti invitati a leggere, votare e commentare, aiutando i giurati nella scelta!

Inoltre, per tutti i ritardatari, sarà possibile inviare ancora i propri lavori fuori concorso con le stesse modalità previste dal bando (donazione all’associazione “Foreste per sempre” e testo e/o immagine inedita e originale) fino alla designazione dei vincitori. I lavori verranno pubblicati sul blog e sull’e-book!

Prendete parte attiva al nostro progetto e salvate un pezzetto di foresta!

Qui la composizione della Giuria.

Effetto farfalla

scarica il  bando completo in PDF

leggilo nel sito

Nel ringraziare ancora una volta tutti coloro che sono intervenuti al concorso, per la loro sensibilità alle problematiche ambientali e la consapevolezza che la crescita collettiva passa prima di tutto da quella individuale e dal senso di unione e coinvolgimento, dal sentimento di fratellanza e di radicamento alla Terra, sono felice di annunciarvi che l’Associazione Foreste Per Sempre ci ha rilasciato il certificato di adozione valido per 1 anno e racchiudente un’area di 8.500 m2 di foresta tropicale che verrà vincolata nella Reservas Naturales Tefa –San Juan Nepomuceno (Colombia) per la conservazione della biodiversità tropicale e per la fissazione di una quantità di gas serra corrispondente a 9.350 Kg di CO2.

Questo risultato è stato possibile grazie a tutti gli autori, alcuni dei quali hanno contribuito in maniera più che generosa alle donazioni, ai giurati, al sito Virus e al forum Versinvena, il quale ha deciso di devolvere l’intero ricavato delle vendite dell’antologia Metamorphosis al progetto Effetto Farfalla.

Abbiamo scelto di appoggiare il progetto della Colombia perchè esso non solo consente la riforestazione, ma anche perchè 1/3 dell’area presa a salvaguardia è destinata alle coltivazioni biologiche ed ecosostenibili.

Si creano in tal modo numerose opportunità: la possibilità di implementare modelli agricoli ecosostenibili e di associare giovani campesinos della zona affinché riducano l’impatto ambientale causato anno dopo anno dalle tecniche tradizionali di coltivazione.
Si assicura, inoltre, una fonte di entrate economiche che permetteranno la sostenibilità del progetto a medio e lungo termine e, in più, per la qualità del suolo, le vie di ascesso, la presenza di foresta naturale, la riserva è adatta ad avviare una attività “Agro – eco turistica”.

Tutte le info sul Progetto le troverete QUI.

Scarica e conserva il Certificato di Adozione!

Grazie ancora di cuore a tutti voi!
E’ un piccolo passo che però, fatto insieme, assume per noi un grande valore!

Continuiamo a sostenere progetti per la salvaguardia ambientale e rendiamoci concreti nella vita di tutti i giorni.

Carissimi,

siamo giunti al momento della premiazione e in attesa dell’e_book vi lascio i links dove sarà possibile leggere le interviste dei vincitori su Vir_us e l’evidenza dei testi con nota critica (ove prevista) su Versinvena:

le interviste:

http://vir-uspoesia.beepworld.it/figlidiforesta.htm

I posto: Mirella Crapanzano

http://versinvena.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10075701

II posto: Chiara Catanese

http://versinvena.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10079072

III posto: Fiorella D’Errico

http://versinvena.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10079080

Buona lettura e buona poesia a tutti!

Carissimi amici di Effetto Farfalla, dopo tanta attesa siamo in grado di darvi i risultati del concorso. Non è stato facilissimo, per i giurati, scegliere le proposte più meritevoli anche se non erano tante perchè ogni testo e ogni immagine ha messo in luce un aspetto importante del nostro vivere quotidiano, dell’affrontare le tematiche legate alla nostra Terra, negli aspetti negativi e positivi in esse racchiusi. Alla fine, come sempre abbiamo detto, ogni poesia è stato un dono e un ringraziamento, piccolo ma significativo e direi anche “dovuto”, alla natura e al pianeta che ci ospita nonostante le barbarie che ogni giorno vengono commesse.

decretiamo quindi le poesie vincitrici, frutto delle votazioni della giuria sommate, in caso di ex aequo, al gradimento dei lettori:

1° classificata: “Figli della Terra” di Mirella Crapanzano
motivazione della giuria: Il testo è parte di una comunione con la terra che non si sviluppa solo a parole, ma entra in un corpo che ne soffre o ne gode, riuscendo in ogni caso sempre a trasmettere questa condivisione al lettore, attraverso un ritmo a tratti avvolgente.

2°classificata: “Siamo natura” di Chiara Catanese
motivazione della giuria: L’autore sfugge alle costrizioni materiali, psicologiche e ideologiche della voce del poeta, così com’è tradizionalmente concepita, che porterebbero a immaginare la propria voce sempre come “portavoce” di qualcun altro – della Natura, in questo caso – ed è per questo prezioso scarto che, in conclusione di un testo ben giocato su immagini e suoni, la chiusa stupisce, e nel senso positivo del loro.

3° classificata: “Alla fine delle piogge, nell’odore” di Fiorella D’Errico
motivazione della giuria: Una grande energia verbale che procede per sintagmi ben scanditi, eppure armoniosamente collegati tra di loro, a mostrare come “l’esser vivi” sia “questione di fortuna”, se anche davanti al sorgere di una “foresta primigenia” l’attitudine comune, al quale il poeta non si sottrae, pur soffrendone, è quella di aspettare “fermi come prima”. Un monito.

è doveroso segnalare un ex aequo della giuria per il terzo posto, assegnato parimenti alla poesia
“Il giorno che si fermarono gli orologi” di Arturo Caissut
motivazione della giuria: Il testo, ben articolato, mette in luce l’idea del Tempo divoratore con un filo di sottile ironia, servendo da monito per l’essere umano. Ricorda infatti, con termini volutamente altisonanti e attraverso la versificazione in rima, che c’è fretta di salvare il pianeta perchè non basterà forse, un giorno, spegnere l’interruttore.

per la sezione Fotografie, le più votate dalla giuria sono state parimerito

“Sospensione” di Anna ruotolo
motivazione della giuria: La luce soffusa in cui l’immagine viene ritratta, ben rappresenta il significato di raccoglimento interiore e di congiunzione con la natura che lo stesso autore ha dichiarato nella didascalia.

“Se posiamo le mani a terra è per ascoltare” di Laura Accerboni
motivazione della giuria: L’immagine, il cui titolo stesso già si porge in avanti nel tema dell’ascolto, si propone come una cura. La mano diventa culla, nell’inversione dei ruoli cui ognuno di noi deve tendere, se vuole aspirare ad un futuro migliore.

Accogliendo dunque il giudizio dei lettori, si è deciso che la copertina dell’e-book in prossima uscita ritrarrà la foto di Anna Ruotolo.

Rinnoviamo i complimenti e un grazie di cuore a tutti i partecipanti che, con amore, hanno offerto il meglio di sè e contribuito al progetto di salvaguardia delle foreste.

Appena possibile pubblicheremo il certificato di adozione della foresta e l’e-book.


Pubblichiamo i nomi dei giurati e poche righe di presentazione.

La scelta è stata fatta tra gli amanti della letteratura e della natura, persone che sappiano apprezzare e valutare non solo la sensibilità e l’originalità dei lavori proposti, ma anche la perizia tecnica.

Oltre le tre organizzatrici, di cui ormai si conoscono vita morte e miracoli, saranno chiamati a valutare gli elaborati:

Giovanna Salatino, professoressa in lettere;
Giovanna Visone, avvocato civilista, nonchè amante della poesia e dell’arte in genere;
Gino Di Giacomo, imprenditore e ambientalista, distributore per Chicza Italia;
Lorenzo Mari, giovane poeta e critico letterario;


I risultati verranno pubblicati alla fine del corrente mese tra queste pagine.




Oggi è 12 novembre e si conclude la raccolta dei vostri contributi per l’adozione di un pezzo di foresta. In questi mesi ho pensato alla nostra amata Terra, alle cose che vorrei per lei e quindi anche per tutti noi. Ho pensato a lei come ad una entità precisa -quale è-, come ad una persona, e le ho scritto, le ho scritto come si scrive ad una madre quando le si vuole esprimere il proprio amore e, insieme, la propria preoccupazione.
Lascio qui i miei pensieri, per condividerli con tutti voi. Perchè possiate prenderne parte e, se volete, esprimere i vostri pensieri.
Grazie a chi ha partecipato al concorso con lo stesso amore che ci ho messo io, che abbiamo messo noi!

Cara  Madre,

non so che lettera sarà la mia fino a che non avrò finito di scriverla, poiché le emozioni verso i propri genitori sono sempre difficili da esprimere, soprattutto quando c’è bisogno delle parole. Sarebbe più semplice cercare di allungare le braccia e circondarti, donarti quel calore che tu stessa mi hai concesso, insieme al sole e alle altre stelle, grazie alla linfa dei prati e alla forza delle maree. Sarebbe facile, mia cara Madre Terra, ma ho braccia troppo corte per percorrerti lungo tutti i tuoi perimetri, da ferma in un punto raccogliere le tue circonferenze infinite. Allora potrei individuare un meridiano e mettermi in punta di piedi, percorrerlo come su un filo, arrivando da polo a polo e poi di nuovo all’altro e fare così per tutti i meridiani, poi incrociarli. Quanta strada percorrerei… quanti paesi, popoli, piante, mari e cieli diversi. Imparerei il rispetto, come tu provi ad insegnarci, ma l’uomo occidentale di solito resta fermo nel suo spicchio di terra, ci scava una buca, taglia la vita e ci mette il cemento. Tuo figlio ha lasciato troppe cicatrici sul tuo corpo. Ma, Madre mia, il tempo degli sprechi sta finendo, perché troppo s’è sprecato e il tuo sangue è troppo prezioso per essere versato inutilmente. Voglio insegnare ai miei figli –che saranno i figli tuoi- a mettere cerotti, a curare con Amore.

Perché le parole stanno a zero ed è ora di rinascere, di guardare alla vita nuova delle cose vecchie, di spegnere le luci artificiali e inondarci di sole,  riscoprire la bellezza del buio, la luce della Via Lattea. Spesso guardo i lineamenti della luna e penso che le case dovrebbero essere tutte basse per non coprirla mai. E penso alle parole di Jurij Gagarin che per primo ti ha visto dallo spazio: “la Terra è blu… è bellissima!”, disse.

Sei tutta blu e sei bellissima ed io non voglio più sporcarti per la cieca illusione di essere più comoda, non voglio strozzarti nei sacchetti di plastica, voglio il bianco dei ghiacciai e non isole di bottiglie.

Le senti? come la mia, molte voci si sono alzate molto prima di me, molte se ne alzeranno dopo e molte mani e molte braccia pronte a scattarti una fotografia migliore, tra qualche anno. Ho amici che fanno bambole con i vestiti usati, altri che creano sculture, oggetti e gioielli con la cartapesta e la plastica, l’alluminio e i sassi del mare e quando le tocchi, queste cose, ti senti una persona migliore. Perciò non ti preoccupare, il vento della coscienza sta spazzando via le consuetudini malsane di questa nostra società ed io mi impegno a soffiare nella stessa direzione. Nasco da te e torno a te come seme fecondo, faccio radici nella tua pelle.

Resto inconclusa, non so dirti quanto ti amo, quanto il nostro legame sia ancora profondo, un cordone ombelicale non reciso. E mi nutro di te e della tua bellezza.
Grazie Madre mia.

Roberta

Sembra proprio che tutti vogliano salvare le foreste e allora un motivo ci sarà!!

Oggi ho letto di una bellissima iniziativa della casa produttrice di cosmetici L’Occitane insieme al network Lifegate dal nome “La bellezza salverà il mondo”. L’iniziativa si propone di raccogliere e riciclare i contenitori di cosmetici e di salvare la foresta in Argentina.

come funziona?

1. non gettare i contenitori dei tuoi cosmetici (bagnoschiuma, creme, shampoo, profumi e chi più ne ha più ne metta!!)

2. portali nel punto vendita de L’Occitane più vicino a casa tua

3. ricevi i campioncini omaggio e un buono di 1 € per ciascun contenitore da poter cumulare e spendere nel negozio!

 

Cosa ci fanno con i tuoi contenitori?! semplice:

Fino al 31 dicembre, per ogni contenitore riconsegnato, L’Occitane, grazie alla collaborazione di LifeGate, donerà 1 € per la tutela di una foresta primaria in Argentina e i contenitori raccolti verranno poi recuperati in collaborazione con i consorzi Corepla e Coreve e avviati al riciclo.

un’idea davvero carina per aiutare le foreste!
Grazie Lifegate e Le Occitane!!

Ci sono modi diversi per aiutare l’ambiente ed ognuno lo fa nel suo piccolo e capita, a volte, che persone accomunate dallo stesso obiettivo s’incontrino. Il concorso di foto e poesia “Effetto farfalla”  volto a dare una mano concreta alle foreste non ha lasciato indifferente il signor Gino Di Giacomo, proprietario dell’azienda situata ad Ostia che distribuisce il Chicza in Italia .

A questo punto è facile chiedersi l’attinenza che può avere un concorso eco solidale con un chewingum: è presto detto! Per loro stessa affermazione -Chicza è il magico chewing-gum Maya, Vegan, Biodegradabile al 100%, certificato “Bio” e certificato ” Senza Glutine” che, in soli 24 mesi, ha ricevuto ben 11 tra Premi e Riconoscimenti ( 6 in Italia  e 5 a livello internazionale ). L’unico chewing-gum al mondo così naturale da poter essere masticato senza pericolo anche  dalle donne in “dolce” attesa e in fase di allattamento perché non contiene il velenoso aspartame-.

La curiosità a questo punto è d’obbligo: come nasce questa gomma da masticare in grado di difendere e tutelare il mondo bio, il mondo vegan, il mondo celiaco,  insomma il mondo degli Ambientalisti?

Chicza prima di essere un chewingum è storia, cultura, filosofia afferma il distributore. A tal proposito è molto interessante l’articolo dal titolo suggestivo: Chicza la bio-eredità dei Maya che afferma testualmente “Questo prodotto innovativo arriva dal Messico: la popolazione locale, figlia della cultura Maya, e suoi i Chicleros da sempre riconosce l’importanza del rapporto con il territorio (che in questo particolare caso, è costituito da una foresta tropicale, El Gran Petén, seconda più grande del continente dopo l’Amazzonia). Il lavoro di estrazione del lattice dall’albero sapodilla, tipico di questi luoghi, diventa un’operazione dal duplice significato. È utile per la produzione della gomma da masticare, ma è anche un modo per controllare e salvaguardare la foresta. I Chicleros non si ritengono solamente dei lavoratori, ma anche, e soprattutto, i guardiani della selva Maya. Il processo di raccolta della linfa dagli alberi è difficile e pericoloso: gli uomini che si occupano di questa operazione devono arrampicarsi sugli alberi ed incidere la corteccia a zig zag, facendo drenare il lattice in appositi contenitori. Ma si tratta pur sempre di una foresta tropicale, perciò il rischio, tra gli altri, è quello di essere punti da insetti velenosi o morsi da serpenti. Proprio per questo motivo i Chicleros, con l’aiuto del Governo messicano, stanno costruendo un ospedale attrezzato per le immediate cure di cui potrebbero necessitare i raccoglitori. La filosofia Maya è ciò che Di Giacomo cerca di trasmettere attraverso la distribuzione di questo prodotto: “Chi compra questa gomma ha la possibilità di sentire i profumi di questi luoghi e, allo stesso tempo, di proteggerli”.

Il sito di riferimento è: http://www.chicza.it/

Ma non finisce qui! Il signor Di Giacomo è stato così gentile da collaborare con noi e così ha offerto in omaggio delle scatole di chewingum al vincitore. Ancora una volta,  ci si rende conto che basta davvero poco, che ognuno davvero può e deve far qualcosa per questa terra così martoriata.

f.c. 

Andrea Zanzotto
1921-2011

 
 
 

Striduli color seppia di prati siccitosi
per uno stridulo volto di stagione sbancata
Stridule pulsioni di monti a dirsi alti
di immoti monti a dirsi azioni
in uno stridulo inizio di marzo
già graffiato in fiori bianchi e rosei precoci
smarriti qua e là in un esantema – horror
Stridore di peschi di meli di mandorli
e persin di forsizie fattesi innocenti
in questo sconcerto di cento moti d’un parto beffardo
Stridi Stridi stridete alberi arbusti in fiori
nostre fibre folli strappate qua e là
di nostre false istorie, di falsi appelli
di una neo – natura che punta a uscir d’alvo
Stridi valle, stridi donna, stridi dente, s’alzi
lo sciame lo stormo la strepitosa tempesta
degli stridori del tutto – fuori – rigo
E più tu, stridore dei letti di arsi torrenti
e più tu, senza requie stridore
di matte ubiquitarie antropizzazioni:
sottoponete come avvenne in passato per altre ragioni
a un senza fine supplizio dei sei carnefici
Stri – Stridi bellezza in corolle di anticipi venefici.
 
 


bimbolo bioplastiche




Eccolo!! è il nuovissimo simbolo che rappresenterà gli oggetti prodotti con bioplastica e arriva direttamente dagli Stati Uniti dove la Cereplast (la maggiore casa produttrice di bioplastiche nel mondo insieme all’italianissima Novamont, mamma del mater-bi) ha lanciato un concorso per l’ideazione di questo nuovo logo.
L’ideatrice è una giovane studentessa di nome Laura Howard che si è aggiudicata ben 25000 dollari!!
A me piace molto perchè rappresenta chiaramente un bio-polimero, ovvero un polimero (rappresentato dall’esagono) nato dalla sintesi di composti organici.

Le bioplastiche si stanno ormai diffondendo nella vita quotidiana, dai sacchetti che per legge devono essere di materiali compostabili, al packaging di una buona quantità di alimenti. Anche piatti e bicchieri monouso presto saranno di bioplastica!
La bioplastica nasce da materiali organici, in special modo vegetali come tapioca, canna da zucchero, amido di mais, cereali, patate ma anche da lische di pesce e ossa di pollo!! Ormai la tecnologia non conosce frontiere ed è per questo che a chi si dice sfavorevole alle bioplastiche perchè causerebbero una diminuzione di derrate alimentari utilizzandole per la produzione di questi materiali, io non posso credere! prima di tutto perchè rappresentano il solo 4% di tutte le colture edibili e poi perchè le ricerche sui composti da utilizzare sono sempre più in fermento e le tecniche sempre più innovative! chissà da quanti materiali organici di scarto potremo ottenere le bioplastiche!!

Dobbiamo comunque distinguere cosa si intende per bio-plastica poichè, in merito, c’è abbastanza confusione. Una bioplastica è costituita da materiale non solo biodegradabile ma anche compostabile secondo i tempi definiti da una nuova norma alla quale aderisce anche l’Italia che si chiama  EN 13432 e che mette definitivamente luce sui vari dubbi al riguardo.

Un materiale compostabile è in grado di decomporsi in un tempo limitato all’interno di un composter domestico, insomma, deve comportarsi come una foglia di insalata e tornare alla terra senza lasciare residui di sostanze tossiche.

Ci sono plastiche definite erroneamente bio che non sono compostabili ma provengono da fonti rinnovabili piuttosto che dal petrolio: sono ad esempio polimeri sintetici prodotti dall’etanolo presente nella canna da zucchero. Sono senza dubbio più sostenibili ma non risolvono il problema dell’inquinamento da rifiuto!!

Ora però possiamo dormire sonni tranquilli e verificare che i packaging dei prodotti che acquistiamo portino il nuovo simbolo che ha vinto il “MAKE YOUR MARK”, anche se il logo, almeno per i primi tempi, identificherà i soli prodotti che fanno uso di bioplastiche Cereplast Sustainables e Cereplast Compostables, il cui contenuto di materie prime ‘bio-based’ è compreso tra il 70% e il 100%.








Bioplastica: dagli States arriva un nuovo simbolo
Cereplast sceglie il logo

E’ nato dal profumo di una rosa
lungo le strade di una pianura erbosa
l’incanto per l’armonia della natura
un dì di normal villeggiatura.
Ho sentito salir per l’aria intorno
essenze fragranti al sorgere del giorno
quando solingo in cerca di un trastullo
varcavo gioioso la soglia del mio trullo.
Armonie di colori contrastanti e accesi
in foglie, corolle e frutti all’albero sospesi
che facevano da teatro entusiasmante
sull’ insolito palco di un orizzonte sfavillante.
Tanta la forza di bellezza ,aromi e suoni
in un elegiaco idillio di effetti e sensazioni
che infondevano una carica di energia così vitale
da rendere il rapporto natura-uomo universale.
Da allora ho appreso il rispetto per l’ambiente
oggi riconosciuto soltanto occasionalmente,
ma un dì vedrò riscoprire l’amore per la natura
quando nuove generazioni torneranno all’agricoltura.


Donato Ladik

Alla fine delle piogge, nell’odore
sembra sorta una foresta primigenia:
l’uragano il tifone la frana
che passino il confine verso il sole,
oltre muri silenzi e case, le nostre
poche cose.

Non ancora è stanca la natura
non è stanca, lei – aspettiamo
noi milioni noi fango noi occhi
spiando compressi dietro i vetri
le mosse da un blocco di cartone
a reggere il convulso delle mani

aspettiamo, fermi come prima
lungo il mare la pineta devastata
la potabile acqua inacidita, il fiore
il seme le radici, l’esser vivi
questione di fortuna

Poco a poco la morte dai tramonti
si fa largo con i corpi sotto il fiume

in un sonno ostinato, senza fine
si rivelano i volti dalle bocche
come schiere di pesche ormai mature.

Fiorella D’Errico

Concorso “Sostenibile” di Poesia e Fotografia


ideato da

&



in collaborazione con

Un enorme grazie a



che omaggerà il vincitore del concorso dei suoi chewingum biodegradabili!!

guarda il video documentario animato sui danni provocati agli insetti dai comuni chewingum

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Ipse dixit


"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo" Gandhi


"Abbraccia un albero con lo sguardo, e lascia sprofondare il tuo cuore nelle radici." Anonimo


"Trattiamo bene la terra su cui viviamo: essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli." Proverbio Masai


"Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce." Lao Tze

"Mother Nature" - Rewout



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